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"Direttiva Bolkestein: la scure sulle trentamila imprese balneari abruzzesi"

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17-11-2017
"Direttiva Bolkestein: la scure sulle trentamila imprese balneari abruzzesi"


BalneatoriIn Camera di Commercio, un convegno sul  riordino normativo in relazione alle concessioni demaniali.

Oggi, 16 novembre, si è tenuta, in Camera di Commercio, una tavola rotonda, patrocinata dall’Ente, con la collaborazione di Confindustria Chieti – Pescara e l’intervento dello Studio Legale Paolini & Nesi e la Società di Ingeneria Sper Srl., sulla valutazione dell’impatto economico relativo all’applicazione della legge Bolkestein.

“Sono contento che vengano organizzati convegni come questi”, dichiara il Presidente Becci, “perché l’attenzione sul tema deve rimanere alta. Il settore balneare fa parte del dna del nostro territorio, come il commercio e l’edilizia: è, dunque, necessaria, di fronte alle decisioni che si stanno prendendo a Bruxelles, una forte coesione da parte delle associazioni datoriali ed i portatori di interesse”.

Il disegno di legge coinvolge sia gli stabilimenti balneari che le strutture turistico ricettive: qualora passasse la scadenza delle concessioni al 2020, si decreterebbero delle forti difficoltà per un intero comparto produttivo basato sulle piccole e medie imprese, spesso a conduzione familiare, che rappresentano per l’Italia una ricchezza più unica che rara. Accadrebbe, infatti, che le attività messe a bando attrarrebbero gli interessi delle grandi multinazionali nordeuropee, mettendo a repentaglio un settore strategico molto rilevante per l’Italia.  

“In altre realtà europee, come la Spagna ed il Portogallo, sta accadendo esattamente il contrario” – dichiara l’Avvocato Di Stanislao, Presidente dell’Assobalneari Abruzzo – “i governi hanno emanato norme ad hoc a tutela delle imprese esistenti, che sono a garanzia degli investimenti economici, esistenziali e familiari da parte dei balneatori. In Spagna è stata applicata una proroga dai 35 ai 75 anni, con il beneplacito della Commissione europea. Lo stesso vale per il Portogallo: ciò crea un gap forte tra l’Italia e questi paesi, non garantendo di fatto la reciprocità per concorrere alla concessione. “

Ciò che, invece, emerge da questo tavolo di lavoro è il rispetto del principio del “legittimo affidamento”, un principio molto vasto che, in sostanza, prevede che un’impresa faccia affidamento su norme giuridiche esistenti alla sua nascita e che eventuali modifiche vengano fatte garantendo un congruo periodo transitorio di adattamento.

Su questo punto anche Riccardo Padovano, presidente della SIB di Confocommercio, che afferma “che non si possono cambiare le regole del gioco in corso d’opera. Vanno dati dei tempi congrui agli operatori per ammortizzare gli investimenti, non soltanto economici ma anche familiari e morali.”

Ultima modifica

17/11/2017
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