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10ma Giornata dell'Economia: a Pescara diminuiscono consumi, ricchezza procapite e occupazione

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18-05-2012
10ma Giornata dell'Economia: a Pescara diminuiscono consumi, ricchezza procapite e occupazione


“Gli abruzzesi sono internazionalmente simpatici, potenziale importantissimo. Ed è con questo spirito che procederò con il mio intervento cercando di evidenziare elementi positivi in un momento di fase recessiva acuta”. Così, Pierluigi Ciocca, economista e storico dell’economia, al quale prima del suo discorso è stato consegnata una targa, dal presidente della Camera di Commercio di Pescara, Daniele Becci, del Premio Fedeltà al Lavoro ed al progresso economico 2012, alla quale cerimonia Ciocca non poté essere presente. “La sindrome italiana così come dell’Abruzzo – ha iniziato Ciocca – vive dal 2008, la peggiore che si sia registrata in tempi di pace. Da allora il ritmo della caduta si è via via accentuato, ed in merito la peggiore stima resa pubblica è quella del Fondo Monetario internazionale. La mia – ha rimarcato – è ancor peggiore – perché se l’andamento non cambia si può arrivare ad una caduta del 3%”. Per Ciocca, la ricetta prevede tre ingredienti fondamentali: reimpostazione del quadro giuridico per il rilancio dell’economia, promuovere la concorrenza e interventi del bilancio pubblico in opere pubbliche. “Mi aspetto che questo Governo nazionale comprima tre tipologie di spese che incidono notevolmente sul debito pubblico – ha precisato – e cioè, gli acquisti su beni e servizi, la spesa sul personale e le “altre spese correnti”, contenitore generico all’interno del quale, però, confluisce un po’ di tutto – spiega – e solo questa voce, giusto per dare un numero incide sul debito per il 4%. Per curare i mali economici dell’Italia – ha detto Ciocca- devono lavorare all’unisono politica ed imprese, nessuna delle due, da sola, potrebbe farcela. Una sindrome grave – ha ribadito – tuttavia, sia l’Italia che questa regione, che io tanto amo, hanno tutti i potenziali necessari per la ripresa, perché il nostro avvenire, sebbene piuttosto oscuro – è pur sempre nelle nostre mani – perché la società italiana ha il lavoro, il risparmio, la tecnologia, l’imprenditorialità per tornare a crescere”. I dati del rapporto economico 2011 e del primo semestre 2012 li ha enunciati il presidente Becci. “Al 31.12.2011, le imprese registrate al RI della CCIAA di Pescara ammontano a 35.767, con un saldo negativo tra iscrizioni e cancellazioni pari a -376 (contro il +386 del 2010), negatività dovuta soprattutto all’aumento delle cessazioni (di 643 unità rispetto allo scorso anno), piuttosto che alla riduzione di iscrizioni (di -119 unità rispetto allo scorso anno). Maggiori le cessazioni per le società di persone, denotando così una perdita di struttura del nostro tessuto imprenditoriale, già caratterizzato da ditte individuali. Il tasso di sviluppo dell’intera nostra provincia è pertanto passato da +1,1% del 2010 a -1,0% del 2011, riducendosi così la performance dello scorso anno, posizionando Pescara al di sotto della media regionale (0,11%) e nazionale (-0,04%).  A risentire della crisi sono stati quasi tutti i settori della nostra economia: Manifatturiero, Costruzioni, Commercio al dettaglio ed all’ingrosso: peggioramento dei saldi tra iscrizioni e cessazioni, riduzione della produzione, delle vendite e del fatturato.
Nuovamente in difficoltà il settore artigianale che nel 2010 aveva visto migliorare, dopo anni, il suo saldo negativo, che era passato da -65 a +67. Al 31.12.2011 invece, il dato torna negativo ( -113), con un numero di imprese iscritte ed attive, nella nostra provincia, pari a 8.175 unità. Aumento del numero dei protesti del 2,74% e delle imprese entrate in procedure concorsuali del 20%, ed in liquidazione del 4,10%. Gli unici due dati positivi, riguardano il Turismo ( dopo il trend negativo del 2009, nel 2010 fa registrare un aumento degli arrivi e presenze nella nostra provincia del 8,91% i primi e del 13,26% i secondi. Previsioni analoghe di crescita anche per il 2011), e l’export: le esportazioni totali sul valore aggiunto della nostra provincia sono infatti passate dal 6,7% del 2010 al 8,7% del 2011, denotando un tasso di incremento del 29,8%. Il settore trainante è quello del Metalmeccanica ed elettronica, che da solo rappresenta il 41,9% delle esportazioni della provincia, seguito dalla Moda (23,1%) e dalla Chimica, gomma e plastica (16,1%). Diminuiscono le esportazioni per i settori Legno e carta ed Altra industria. Continua la crescita dell’ Agroalimentare pescarese (+26%)”. Un plauso del presidente Becci, all’intera struttura del Centro Estero delle 4 Camere di Commercio d’Abruzzo, per una pianificazione del lavoro che guarda sempre più alla formazione delle nostre aziende per i rapporti con l’estero. “ Il primo trimestre  2012 non è di certo migliore – ha ripreso Becci - confrontando i primi tre mesi del 2012 con i primi tre mesi del 2011, si continua a registrare un aumento di cessazioni, che passano a 1.531 per la provincia di Pescara (contro le 1.198 del I trimestre 2011), una riduzione di iscrizioni (che passano da 906 del I trimestre 2011 a 763 del I trimestre 2012) e di conseguenza un aumento del saldo negativo che va a segnare –768 contro il –292 del primo trimestre 2011. Aumenta anche il numero dei protesti elevatiche passa da 2.328 del primo trimestre 2011 a 2.614 del primo trimestre 2012 con un valore medio pari a 2.479,22 euro, contro il 2.518,06 euro del I trimestre 2011, così come aumentano le imprese entrate in procedura concorsuale che passano da 19 del primo trimestre 2011 a 24 del primo trimestre 2012. Inoltre, le previsioni Unioncamere-Prometeia sottolineano come la nostra provincia, nonché l’intera regione, permarrà a livelli piuttosto bassi: diminuiranno i consumi interni e la ricchezza procapite, diminuirà l’occupazione ed aumenterà la disoccupazione, e l’Abruzzo, il Molise e la Basilicata registreranno i valori più bassi d’Italia, con un Pil previsto, per il 2012, in calo del 2% (previsione riduzione Pil nazionale del -1,5%)”. Ha puntato sui concetti di “economia istituzionale” e “Governance unitaria del Sistema Abruzzo”, Nicola Mattoscio , economista e presidente della Fondazione Pescara Abruzzo. “Basta parlare di più Enti portuali, di più aeroporti, di più di 300 comuni assoggettati alla logica del campanile – ha dichiarato – abbiamo invece l’obbligo di ripensare la sovrastruttura istituzionale e di parlarne apertamente anche in prossimità di dove si soffre con lodevole trasparenza, per evitare – ha precisato – la dispersione di denaro pubblico”. A rimarcare il concetto di efficienza della Pubblica Amministrazione, Graziano Di Costanzo, direttore generale della Cna Abruzzo. “Un problema fondamentale per l’applicazione delle soluzioni qui prospettate – ha infatti detto -  è il tempo. Chiediamo alle Istituzioni di svolgere il loro lavoro in modo celere e di depoliticizzarsi affinché si possa tornare a premiare il merito e non l’appartenenza”.  A moderare i lavori, il direttore del quotidiano “Il Centro”, Segio Baraldi, il quale ha, da un lato ,voluto mettere in evidenza gli unici due dai positivi di questo rapporto economico , sintomo “che l’Abruzzo, anche se a fatica, sta cercando di reagire almeno su due direzioni importanti, il turismo e l’export, e dall’altro, ha  messo l’accento “sulla incapacità della politica e della società abruzzese a comprendere che questa regione deve voltare pagina. Politica e società – ha sottolineato – devono, non l’una contro l’altra ma insieme, prendere piena coscienza di un necessario cambiamento”.
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