Stagnazione economica, recessione e frammentazione degli investimenti: unica nota positiva, in un quadro così complesso, è rappresentata dall’export che, oggi, si attesta sul 19,7% per tutto l’Abruzzo. Una soluzione innovativa all’emergenza economica può essere rappresentata dalle reti d’impresa, una nuova forma “sociale” che si affianca a quella dei consorzi ma con meno limiti normativi e più opportunità di crescita tecnologica e competitiva.
La Camera di Commercio di Pescara ha in cantiere
un ciclo di seminari,
fissati per i giorni 15 e 22 marzo e 18 aprile, in cui sono invitate a partecipare tutte le piccole e medie imprese interessate a strutturarsi in nuove alleanze strategiche, capaci di incrementare il loro appeal sul mercato e di lanciarsi, con maggiore forza, in ambito internazionale.
Introdotta con il d.l. 78/2010, convertito nella legge n. 122 del 2010, e regolamentata con disciplinare dell’Agenzia delle Entrate n.4/E del 15 febbraio 2011, la rete è un contratto che può essere sottoscritto da qualunque impresa, piccola o grande, individuale o collettiva, in qualunque momento. La struttura viene, infatti, definita aperta: chiunque può, secondo modalità di adesione predeterminate e stabilite nel contratto stesso, parteciparvi. La rete permette, quindi, ad imprese specializzate in campi diversi di avvalersi di una nuova sinergia per rafforzare il proprio business o svilupparne uno nuovo, beneficiando dell’esperienza delle imprese partecipanti ed integrandosi a loro per competere in nuovi mercati.
Tanti sono i vantaggi, soprattutto a livello economico: la rete, pur non dando origine ad nuovo soggetto giuridico, permette comunque di istituire un fondo comune su cui possono essere fatte valere le obbligazioni sociali, senza intaccare i patrimoni personali dei soggetti aderenti. Inoltre, è prevista un’agevolazione fiscale che consiste in un regime di sospensione di imposta di cui possono fruire gli utili d’esercizio accantonati ad apposita riserva e destinati alla realizzazione di investimenti previsti dal contratto asseverato.
Ulteriore peculiarità è rappresentata dall’istituzione di una governance comune, demandata totalmente all’autonomia privata la quale dovrà altresì indicare nel contratto “la ditta, la ragione o la denominazione sociale del soggetto prescelto per svolgere l'ufficio di organo comune per l'esecuzione del contratto o di una o più parti o fasi di esso, i poteri di gestione e di rappresentanza conferiti a tale soggetto come mandatario comune,nonché le regole relative alla sua eventuale sostituzione durante la vigenza del contratto”.
I soggetti che andranno a costituire l’organo comune di gestione della rete risponderanno del loro operato nei confronti delle imprese secondo le regole del mandato collettivo disciplinato dall’art. 1726 cod. civ.
Maggiori saranno le dimensioni delle imprese partecipanti, più complessa sarà l’organizzazione comune ma nulla vieta che si possa nominare un’azienda capogruppo con forti capacità di leadership e coordinamento
A ragione, si può dunque ritenere che la rete rappresenti più che un onere una vera e proprio opportunità, sostenuta dal fatto che essa può essere istituita in ciascun settore economico e può essere fatta valere sia in Italia che all’estero.
Le esperienze più interessanti si ravvisano, in provincia di Pescara, nel Polo dell’Alta Moda Area Vestina, primo contratto di rete dell’alta moda in Europa che coniuga la filiera produttiva con quella formativa e la rete trans-territoriale Partner For Value, primo contratto, istituito in Italia, per il potenziamento dei servizi avanzati alle imprese.
Leggi i programmi dei seminari sulla pagina dedicata alle Reti d'Impresa.