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A seguito del decentramento amministrativo operato dal D. Lgs. n. 112/98, le Camere di Commercio svolgono l’attività sanzionatoria ai sensi della legge n. 689 del 24.11.1981 per tutte le materie di competenza del Ministero dell’Industria (ora dello Sviluppo Economico), funzione prima esercitata dall’Ufficio Provinciale Metrico fino al 31.12.1999 e dall’Ufficio Provinciale dell’Industria del Commercio e dell’Artigianato fino al 31.08.2000.

L’Ufficio Sanzioni Amministrative della CCIAA verifica gli accertamenti e le contestazioni di illeciti amministrativi rilevati da vari organi di controllo (Registro delle Imprese, Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza, ecc.) per la violazione di norme riguardanti principalmente le seguenti materie:

  • Omesso o ritardato deposito di atti al Registro Imprese
  • Omessa o ritardata denuncia al REA – Repertorio Economico Amministrativo
  • Sicurezza ed etichettatura dei giocattoli (D.Lgs. 313/91 e D. Lgs. 54/2011)
  • Sicurezza materiali elettrici (Legge 791/77)
  • Sicurezza generale dei prodotti (D. Lgs. 172/2004 e D. Lgs. 06/09/2006 n. 206 “Codice del Consumo”)
  • Compatibilità elettromagnetica dei prodotti elettrici ed elettronici (D. Lgs. 194/2007)
  • Etichettatura prodotti tessili (D. Lgs. 194/99)
  • Etichettatura calzature (D.M. 11/04/96)
  • Etichettatura energica degli elettrodomestici (D.P.R. 107/98)
  • Sicurezza D.P.I. (Dispositivi Protezione Individuali – D. Lgs. 475/92)
  • Metalli Preziosi (D. Lgs. 22/05/1999 n. 251)
  • Attività di Autoriparazione (L. 05/02/1992 n. 122)
  • Strumenti Metrici
  • Altre materie che di volta in volta vengono riconosciute da leggi specifiche.

L’Organo accertatore, quando non sia stato effettuato il pagamento in forma ridotta (entro 60 giorni dalla notifica), trasmette con rapporto il verbale di accertamento e/o contestazione all’Ufficio Sanzioni dell’Ente Camerale territorialmente competente, il quale, esaminati i documenti inviati e gli eventuali scritti difensivi, e sentiti gli interessati, ove questi abbiano fatto richiesta di audizione, emette: ordinanza di ingiunzione di pagamento, qualora ritenga fondato l’accertamento, o motivata ordinanza di archiviazione, se non vi sono le condizioni per procedere.

Decorso inutilmente il termine fissato per il pagamento dell’Ordinanza ingiunzione (30 giorni dalla notifica), l’Ufficio Sanzioni della Camera di Commercio procede alla riscossione delle somme dovute in base alle norme previste per la esazione delle imposte dirette, trasmettendo il Ruolo all’Agente per la Riscossione. Le somme iscritte a ruolo sono maggiorate di un decimo per ogni semestre maturato a decorrere da quello in cui la sanzione è divenuta esigibile e fino a quello in cui il ruolo è trasmesso all’esattore, oltre l’interesse legale maturato per le frazioni di semestre.
Non si procede ad iscrizione a ruolo per somme dovute inferiori a ad Euro 10,33 (art. 12 bis D.P.R. 602/1973).

L’Ufficio Sanzioni della CCIAA ha inoltre competenza a convalidare o meno i sequestri amministrativi adottati dagli Organi di Vigilanza e dispone le eventuali confische, nei casi e materie previsti dalle leggi specifiche.

Cosa fare se si riceve un Verbale di accertamentoChiunque riceva un verbale di accertamento può in alternativa:

  • Effettuare il pagamento liberatorio in forma ridotta (pari al doppio del minimo o, se più favorevole, al terzo del massimo della sanzione stabilita dalla legge) entro 60 giorni dalla notifica del verbale. Tale pagamento estingue il procedimento sanzionatorio.
  • Presentare scritti difensivi e/o richiesta di audizione per essere ascoltato in ordine ai fatti in contestazione, all’Ufficio Sanzioni della Camera di Commercio, entro 30 giorni dalla contestazione della violazione o dalla notifica del verbale.

Cosa fare se si riceve un’Ordinanza ingiuntiva di pagamentoEssendo l’ordinanza un titolo esecutivo, il trasgressore ha l’obbligo di pagare la somma indicata entro 30 giorni dalla notifica. Se nell’ordinanza è indicato il nominativo di un responsabile in solido, il pagamento deve essere effettuato una sola volta o dal trasgressore o dall’obbligato in solido e libera entrambi, salvo eventuali azioni di regresso.
Per evitare che la sanzione sia iscritta a ruolo, è importante trasmettere tempestivamente all’Ufficio Sanzioni della CCIAA le ricevute dell’avvenuto pagamento, anche a mezzo fax.
Contro l’ordinanza-ingiunzione è ammesso ricorso in opposizione, entro lo stesso termine di 30 giorni previsto per il pagamento, davanti al Giudice di Pace e/o Tribunale competente per territorio, a seconda dei casi previsti dagli artt. 22 e 22bis della Legge 689/81.
Il ricorso non è sospensivo del procedimento di esecuzione forzata, a meno che il giudice non disponga la sospensione dell’esecutività del provvedimento di ordinanza ingiuntiva.

Pagamento rateale dell’ordinanza ingiunzione
L’interessato, che si trovi in condizioni economiche disagiate, può chiedere il pagamento rateale della sanzione pecuniaria. L’Ufficio Sanzioni valuta tale istanza corredata della documentazione comprovante le condizioni economiche disagiate oppure, in alternativa, della dichiarazione sostitutiva di certificazione.
Le rate, il cui numero può variare da tre a trenta, hanno cadenza mensile e non possono avere un importo inferiore ad euro 15,00.
In ogni momento il debito può essere estinto mediante un unico pagamento. Decorso inutilmente, anche per una sola rata, il termine di pagamento, l’obbligato è tenuto al pagamento del residuo ammontare della sanzione in unica soluzione (art. 26 della Legge 689/81).

Cosa fare se si riceve una Cartella esattorialeDecorso inutilmente il termine di 30 giorni per il pagamento dell’ordinanza ingiuntiva, la Camera di Commercio avvia la procedura di riscossione delle somme dovute, trasmettendo il Ruolo al Concessionario.
Le cartelle dell’Ufficio Sanzioni sono riconoscibili dai codici tributo 5062, 5063, 5064, 5065, 5076 e le relative sanzioni sono individuabili dalla dicitura “sanzione amministrativa – CCIAA” oppure “UPICA”.
Entro il termine indicato sulla cartella (decorrente dalla notifica), occorre effettuare il pagamento secondo le istruzioni contenute nella stessa, o eventualmente chiedere la rateizzazione. L’omesso pagamento della cartella comporta l’attivazione della procedura di espropriazione forzata.
E’ possibile chiedere lo Sgravio della cartella, nel caso in cui il pagamento della sanzione fosse stato effettuato nei termini previsti dalla L.689/81 per il Verbale di accertamento o per l’Ordinanza ingiunzione, fornendone la documentazione giustificativa.

Cosa fare se si riceve un Verbale di SequestroGli organi di vigilanza, che hanno levato il verbale di contestazione e/o accertamento, possono procedere anche al sequestro della merce o delle attrezzature.
Contro il verbale di sequestro è ammessa opposizione (in forma scritta esente da bollo), che può essere presentata in qualunque momento alla CCIAA, per le materie di propria competenza, con le stesse modalità previste per gli scritti difensivi.
Se l’opposizione è accolta, l’Ufficio Sanzioni dispone con ordinanza il dissequestro; se l’opposizione è respinta, l’Ufficio dispone con ordinanza la convalida del sequestro e successivamente la confisca della merce o delle attrezzature.
Contro l’ordinanza di confisca si può fare ricorso, entro 30 giorni dalla notifica, al Tribunale civile competente per territorio.

Rimborso di somme versate e non dovuteQualora siano state pagate delle somme non dovute (per es. doppio pagamento della stessa sanzione o annullamento dell’ordinanza-ingiunzione o della cartella), l’interessato può presentare richiesta di rimborso, corredata della documentazione necessaria all’Ufficio per effettuare gli opportuni controlli. L’istanza di rimborso va presentata:

  • alla CCIAA per le somme di competenza della Camera di Commercio pagate con versamento su c/c postale o versamenti con codici tributo APET, 5064, 5065, 5076;
  • all’Agenzia delle Entrate per le somme erroneamente versate di competenza dell’Erario (codici tributo 741T, 5062, 5063).

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